A seguito degli incontri pubblici già svolti, considerando sia i contenuti dell'incontro odierno sia quelli emersi durante la giornata di lavori svolti a Favara in data 7 aprile 2009, è possibile tratteggiare le linee di visione emerse corrispondenti alle componenti tematiche del Piano Strategico. Pur trattandosi di una prima approssimazione del tutto transitoria e ancora priva di una verifica di fattibilità, si ritiene utile rappresentare un primo elenco delle strategie generali del piano dei comuni della corona agrigentina, anche se in forma sintetica e ridotta rispetto alla reale consistenza dei lavori svolti.Durante gli incontri di lavoro e i seminari pubblici che sono stati svolti sino ad oggi, diversi attori istituzionali, rappresentanti di associazioni di categoria e singoli imprenditori hanno affrontato i temi proposti dal gruppo tecnico e hanno anche formulato e rilanciato proposte a loro volta che hanno arricchito e reso più complesso l'insieme delle problematiche da risolvere, i bisogni concreti e le attese delle popolazioni e dell'imprenditoria locale nonché le possibili azioni da intraprendere.I settori di attività possibili che sono stati trattati in dette occasioni sono in estrema sintesi:
Durante i lavori, dando per acquisiti i dati di conoscenza relativi ai territori che compongono l'area di applicazione del piano strategico, sono emerse diverse tipologie di azione che, tentando di affrontare le criticità principali:· Presenza di ambiti urbani fisicamente degradati e di fenomeni di marginalità e di disagio sociale· Rilevante deficit di capitaòle relazionale sia nella dimensione sociale che economica· Presenza di aree produttive degradate e poco funzionali· Eccessivo grado di localizzazione (settore Costruzioni Favara9 dei settori produttivi· Scarsa specializzazione turistica del sistema produttivo· Invecchiamento della popolazione e forti fenomeni migratori delle fasce giovani della popolazione· Deficit di accessibilità del territorio rispetto ai principali assi di collegamento regionali nazionali ed internazionali· Carenza delle reti immateriali di collegamento · Scarso grado di riconoscibilità e differenziazione del contesto territoriale in relazione alla capacità di attrarre la domanda turistica nazionale ed internazionale · Scarsa capacità di attrazione di investimenti esterni In linea generale in risposta a dette criticità si sono declinate le possibilità di attivare delle azioni progettuali che hanno tenuto conto dei di sostenibilità e quindi si presentano già in modo da essere oggetto di consenso da parte degli altri attori presenti.Le discussioni svolte finora talvolta sono state condotte con diversi gradi di approfondimento e superando la semplice dichiarazione di principio.Rispetto a queste ultime analisi e proposte che pongono enfasi su alcune risorse ed opportunità rispetto a precisi bisogni e criticità la cui risoluzione appare ai più urgente o indifferibile, in data odierna è stato possibile compiere pubblicamente una prima ricognizione sulle linee d’ azione possibili.In atto il piano strategico ha raggiunto una configurazione di strategie settoriali e/o tematiche che coinvolgendo diversi attori a diversi livelli di competenza e capacità di intervento, costituiscono una articolazione in diversi progetti apparentemente distanti ma riferiti all'unico obiettivo generale sintetizzato nel titolo del piano: Dal governo delle città alla Governance dello Sviluppo. Le linee d’azione emerse durante i dibattiti pubblici sino ad oggi sono tratteggiate nella sintesi seguente:
Il modello TRI, che si sta portando all'attenzione pubblica grazie alla promozione di attività di formazione, applicazioni e ricerche promosse dalla Presidenza della Regione, consiste nell'attivazione di microcentralità produttive che coinvolgono le città (segnatamente i loro centri storici) e le campagne (imprese agricole e turistiche di ambito rurale) in cui il turismo viene declinato in stretta connessione all'agricoltura, all'artigianato, alla piccola industria ed a tutte le attività esistenti nei contesti territoriali. Il TRI intende stabilire che lo sviluppo dei territori di Favara, Joppolo Giancaxio, Aragona, Comitini, Porto Empedocle come pure di Agrigento sia improntato ai principi della capillarità e della sussidiarietà nonché orientato a· ri-territorializzare le economie e le attività di produzione (primario, secondario e terziario);· ri-comporre le società locali· ri-contestualizzare le culture locali.
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